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MASSAGGI RITUALI: UNA MEDITAZIONE ATTRAVERSO IL CORPO

Cos’è un massaggio rituale

 

Il termine “rituale” viene assai spesso utilizzato nell’ambito del benessere, ma non sempre gli operatori, le operatrici e le strutture che propongono massaggi o percorsi “rituali” sembrano totalmente coscienti di cosa realmente significhi.

Ciò che dev’essere ben compreso è che un rituale non è semplicemente una tecnica, o un protocollo; si tratta di qualcosa di sostanzialmente diverso da una semplice sommatoria di azioni o di procedimenti. Certamente all’interno di un rituale c’è anche una sequenza operativa, che dev’essere effettuata in modo tecnicamente rigoroso. Tuttavia tale sequenza, per trasformarsi realmente in un rituale, deve avvenire in un contesto psicoenergetico particolare, senza il quale perde gran parte del suo significato.

Ogni massaggio rituale ha le sua caratteristiche. Comune a tutti vi è la lunghezza (spesso fino a 90″), un setting ambientale e un atteggiamento interiore dell’operatore che aiuta a catalizzare una particolare relazione psicologica, energetica e informativa con il/la cliente:

  • relazione psicologica: accoglienza senza giudizio, cura, accuratezza senza fretta, fiducia
  • relazione energetica: centratura, radicamento, potenza a servizio, scambio
  • relazione informativa: silenzio, vuoto, espansione, quiete, bene dell’essere.

Ecco tre esempi di massaggio rituale che io propongo, per dare un’idea di cosa stiamo parlando.

 

Atmabhyangam

Il “massaggio dell’anima”, una sequenza ayurvedica di recente formazione ideata dal Prof. Luigi Lacchini creata con finalità di intento psicosomatico, sulla base di antiche sequenze tradizionali di snehana (oliazioni) dell’ayurveda del nord. Si tratta di un massaggio molto lungo, intorno ai 90 minuti o anche più se eseguito lentamente, e costituisce una vera e propria “meditazione a due”.

È caratterizzato dalla presenza di molte manualità lunghe accanto ad altre più analitiche e segmentali. L’intento è quello di favorire il sorgere di schemi corporei integrati, attivare risonanze vibrazionali sottili mediante il ricorso a forme geometriche simboliche e mettere ripetutamente in contatto la parte maschile con quella femminile del sistema corpo-psiche. L’energia viene tendenzialmente portata verso il basso e verso il centro del corpo.

 

Sea Malay Massage

Il Sea Malay Massage è un antico massaggio rituale originario dell’Indonesia, detto “massaggio delle regine”.

Si tratta di un trattamento energetico, le cui manovre ripetute più volte lentamente sul corpo del ricevente procurano uno stato di profondo rilassamento. Presenta un lavoro focalizzato sul I, II e IV chakra, e usa una serie di figure geometriche tracciate sul corpo che portano specifiche informazioni attivando in questo modo per l’inconscio del ricevente tutte le energie associate a questi simboli

Estremamente gradevole, aumenta la sensibilità corporea, riequilibra il flusso energetico e incrementa la sensazione di benessere dell’individuo; riduce lo stress, aiuta la distensione mentale e facilita il sonno pacificando l’attività onirica.

 

Tibetan Kum Nye Massage

Il massaggio kum nye può essere considerato l’espressione interpersonale delle tecniche di lavoro corporeo su se stessi che fanno parte della disciplina kum nye nel suo complesso. é un massaggio per meditatori, caratterizzato da alcune specificità che lo distinguono da qualunque altro massaggio:

  • lavora solo in posizione seduta (all’inizio) e poi supina;
  • si entra in un’adeguata dimensione meditativa mediante il respiro e il suono;
  • la sequenza mira a distendere le zone di magggior tensione. far fluire l’energia, portarla al centro energetico addominale e da li alle gambe, per poi trattare i piedi per staccare la tensione mentale;
  • fa uso di tecniche corte, insieme a palmo e digitopressioni su punti specifici, per indurre un effetto ipnotico mediante produzione di endorfine;
  • presenta fasi propriocettive, in cui si va a lavorare sulla respirazione. Inoltre, durante tutto il massaggio, il ricevente è invitato a concentrarsi sul proprio ritmo respiratorio e sul canto del mantra interiore, in modo da svuotare il più possibile la mente.

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