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Massaggio e tecnica decontratturante: sciogliamo i…dubbi

La sensazione di una schiena rigida e contratta che si scioglie come un panetto di burro è impagabile, vero? 🙂

Uno dei grandi benefici del massaggio è storicamente legato all’allentamento delle tensioni muscolari, allo scioglimento delle contratture e alla mobilizzazione delle articolazioni. Per questo sono state messe a punto diversi stili, metodi e manovre per raggiungere questi scopi,  ognuna con le sue particolarità, anche se spesso per scopi di marketing e semplicità troviamo nell’offerta al pubblico il termine generico “massaggio decontratturante” o “ad effetto decontratturante”. 

Vediamo ora di fare un po’ di chiarezza su questo ambito, in modo che tu possa orientarti al meglio nella soluzione del tuo problema legato a queste tematiche.

Partiamo dalle basi

Cosa intendiamo parlando di contrattura o più in generale di stato tensivo della muscolatura?

Parliamo fondamentalmente di un accorciamento delle fibre muscolari e di un ipertonia della struttura non compensata da un’adeguata elasticità, abbinata a uno stato doloroso più o meno pronunciato.

Se parliamo di contrattura essa deriva da un prestiramento del muscolo con successivo indurimento che avviene in genere perchè l’azione meccanica dello stesso  è sfuggita al controllo del sistema nervoso centrale, mentre le normali tensioni muscolari sono stati acuti e/o cronici solitamente consolidati da processi più lenti e connotati da dolorosità e irrigidimento dell’area.

Quali sono le cause?

Il sistema corpo-mente è veramente complesso e spesso è difficile isolare una singola causa come unica scatenante di un effetto pernicioso, ma spesso si tratta di una massa critica di fattori che producono il risultato. Le tensioni muscolari non eccepiscono da questo assioma.

Detto ciò possiamo individuare a titolo di esempio alcune fra le macroaree di fattori che concorrono o predispongono alla comparsa contratture e tensioni:

– Sforzi muscolari e/o movimenti bruschi, errati o non sopportabili dalla nostra struttura fisica.

– Atteggiamenti posturali errati e prolungati nel tempo.

– Problemi nell’apparato viscerale e nervoso.

– Stati emozionali negativi, stress e mancanza di rilassamento.

– Respirazione errata.

– Stile di vita non in equilibrio con i nostri bisogni.

– Squilibrio nei sistemi energetici della persona.

– Carenze nutrizionali.

E mi fermo qui, perché l’elenco potrebbe essere più lungo e dettagliato.

Credo sia chiaro come non sia scontato individuare le cause di una qualsiasi perturbazione della nostra salute, e di come di converso l’ascoltare i nostri bisogni e prenderci cura di noi stessi sia nel complesso la strategia preventiva migliore.

Massaggio e tecnica decontratturante

La tecnica classica del massaggio decontratturante prevede un lavoro muscolare eseguito con olio caldo che tramite frizioni, impastamenti, percussioni e tutto il repertorio del massaggio svedese (da cui deriva, con un impostazione di lavoro più intensa) mira principalmente al rilascio delle tensioni croniche della muscolatura e allo scioglimento delle contratture in atto. Ritmo, intensità, sequenze e manovre concorrono a produrre i risultati desiderati.

Il massaggio decontratturante entra un po’ in tutte le tipologie di massaggi dedicate maggiormente al lavoro sulla struttura fisica della persona.

Oltre a presentare il massaggio decontratturante come massaggio specifico si può anche parlare più in generale di tecnica decontratturante, in quanto  l’operatore che la conosce può a seconda del ricevente applicarla nel suo stile di massaggio.

Io ad esempio uso la tecnica classica decontratturante sia nel massaggio ayurvedico che nel massaggio sportivo a seconda di cosa richiede la persona al momento, altri lo usano nel massaggio svedese, nel tui na o nel massaggio hawaiano ad esempio.

Un massaggio che non usa la tecnica classica del massaggio decontratturante ma che consiglio vivamente di provare per queste algie è il Deep Tissue Massage, che lavora detensionando le fasce muscolari che avvolgono muscoli, tendini e visceri. E’ la base del bodyworking anglosassone e del rolfing e mi sta dando ottimi risultati ultimamente.

Altre tecniche decontratturanti

Come abbiamo visto assieme le tensioni muscolari (e in parte anche le contratture vere e proprie) nascono da una congerie di fattori e quindi la loro risoluzione può, e a volte deve, passare anche da approcci meno fisici.

Rimanendo ancora sull’ambito dei trattamenti a mediazione corporea possiamo citare per esempio:

– le tecniche che sfruttano il calore come ad esempio hot stone massage o la tecnica ayurvedica del pindasweda. Il calore dilata ed ammorbidisce le fibre e vi si somma un notevole effetto rilassante molto apprezzato per il rilascio delle tensioni;

– lo shiatsu e la digitopressione, che nelle loro varie modalità lavorano in allungamento e compressione delle fibre, su punti specifici di rilascio muscolare ed insieme sul libero fluire della bioenergia. Anche qui l’effetto rilassante concorre allo scopo;

– la riflessologia plantare, che lavora sulle strutture corporee in maniera indiretta ma completa, con ampie possibilità di manovra (leggi questo mio articolo per approfondimenti);

– lo stretching assistito da un operatore, che aiuta grandemente a prevenire e ridurre tensioni e contratture;

– anche tecniche puramente energetiche come ad esempio la tecnica craniosacrale e il reiki a seconda dei casi danno buoni risultati perché lavorano in maniera sottile ma profonda e con dolcezza sulle parti interiori della persona.

Visto e considerato poi che gli stati tensivi derivano anche da stili di vita e posture errate nonché da stati emozionali squilibrati le tecniche di relazione d’aiuto (counseling, psicologia, psicoterapia), le tecniche che concorrono al rilassamento (esercizi respiratori, training) e il ricorso a professionisti che ci guidino ala conoscenza del nostro corpo risultano altrettanto preziosi.

E sopra tutto l’attenzione e l’amore per noi fa la differenza, il prendersi cura di noi ascoltando i bisogno e i messaggi del nostro corpo aldilà di quello che la mente vuole o crede giusto.

Andrea Cappannari

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